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Pillola di P.A.C.: Le Regole educative

"E’ più facile costruire bambini forti che aggiustare uomini rotti."
(F. Douglass)

Quando ho iniziato a scrivere il libro “Educare con arte”, e parlo di qualche anno fa, non immaginavo succedesse una cosa di tali dimensioni da trasformare il mondo, la società, la vita. Eppure avevo il sentore di una sconfitta, quella di noi essere umani che non potevamo più continuare in questo modo.

Vedo le strade del mio paese durante i weekend, straripanti di ragazzini poco più che tredicenni con bicchieri colmi di bibite alcooliche in mano, che si mischiano a mandrie di giovani assetati non solo di birre. E bottiglie vuote sui marciapiedi e carte oleose per strada. E chiacchiere fino a mattina, vuote, insensate, sterili.

Io ho sempre molta considerazione e fiducia dei giovani perché sono il nostro futuro e sono quelli da cui si può e si deve tirare fuori molto. Ma i tempi sono saturi di ineducazione, di regole, non c'è più direzione: cavalli a briglia sciolte che corrono, ma non sanno dove andare, seguono un capobranco e se questo perde il senno e si butta giù da un dirupo, loro lo seguono inconsapevoli, incoscienti.

Ecco, quello che voglio dire è che forse paradossalmente è stato necessario un black out, ad un certo punto mi sono ritrovata a scrivere testuali parole: BISOGNA TORNARE INDIETRO E QUESTO NON VENGA CONSIDERATO COME RECESSIONE MA COME MOMENTO DI RIFLESSIONE PER CAMBIARE E POTER FARE MEGLIO.

Regole ed Educazione

Quando si vuole aggiustare una comunità, quale è la nostra società, sarebbe opportuno partire dall'educazione e dunque dalle regole. Qualcuno potrebbe essere fuori dal coro, nel senso che si sente nel giusto, pedagogicamente parlando; ma per la maggior parte dei casi vi è un comportamento che dimostra palesemente quanto la regola educativa non sia considerata e in base a ciò che accade, quanto essa sia importante.

I Sistemi Educativi

I sistemi educativi e di conseguenza le regole sono stati ideati durante la rivoluzione industriale, in realtà progettati per educare una generazione di persone simile ad una catena di montaggio di una fabbrica. L’attenzione si concentra sulla produttività, non a rendere gli educandi creativi ed adattabili ad affrontare la vita. Ma il cervello dei bambini è più creativo di quello degli adulti perché non ha ancora interiorizzato i filtri della censura e delle convenzioni sociali, dunque sarebbe opportuno, anzi vitale mantenere questa capacità flessibile di esprimersi. Ogni bambino durante l’infanzia dovrà sottostare a correzioni, imposizioni, rifiuti, critiche, miglioramenti, condanne che rendono difficile l’essere creativo, determinando un calo creativo nello sviluppo cerebrale. Dunque i sistemi educativi hanno una buona parte di responsabilità perché si soffoca la spontaneità, l’immaginazione per seguire un binario che non esca dall’usuale percorso.

La pandemia che ci ha costretti a riformulare il nostro modo di essere, dettando alcune regole essenziali affinché si possa superare il lock down senza provocare danni:

  • Dobbiamo stare dentro casa, ma quanto tempo per comprendere questo concetto! Eppure ancora sono in giro persone che escono per andare non si sa' dove…
  • Indossare le mascherine e i guanti. Ma le indossano tutti?
  • La Didattica a distanza. Non sono tutti d'accordo, c'è in giro una dura polemica anche se obiettivamente è l'unica alternativa.

Se volessimo improvvisamente capire come mai le regole educative che noi dettiamo non vengono rispettate dai nostri figli/alunni, dovremmo riflettere ed autocriticare il nostro operato ultimamente. Capire come mai non riusciamo a sottometterci a un divieto-obbligo, noi adulti che continuamente dettiamo regole e pretendiamo il rispetto assoluto?

La prima Regola

La regola n° 1 è quella che più mi preme, partiamo da qui: è come se il mondo ci avesse improvvisamente offerto un'occasione per riprovare a mettersi in gioco e soprattutto per continuare a vivere, ma in modo nuovo. Si parte da una regola per avere la consapevolezza che non siamo più rispettosi delle regole in generale, e invece proprio da qui si deve ripartire, bisogna stabilire nuove regole educative per vivere bene.

  • Sappiamo cosa è una regola?
  • Sappiamo perché dobbiamo rispettarla ogni giorno, ogni notte, in ogni momento?
  • La conosciamo?

La conosco, dunque la metto in pratica. La conosco, dunque posso impartirla. Comincio da me, in casa, diamoci delle regole educative. Perché educative: semplicemente perché spiegheremo le conseguenze di questo rispetto.

Educazione Positiva

Quanto è stato difficile tenere i nostri figli chiusi in casa durante i primi giorni, del resto è stato ed è difficile anche per noi. Ma se rispettiamo la regola possiamo salvarci, ce lo hanno ripetuto e ce lo ripetono tutti i giorni.

Dunque quando diamo una regola educativa dobbiamo spiegare il perché del comportamento che auspichiamo. Quando io scrivo e parlo di educazione positiva, non voglio dire PERMISSIVA, anzi alla base di ogni buona educazione c'è sempre la REGOLA.

Come dare una Regola

Quando si vuole dare una regola che implica il divieto è bene usare il NO educativo accompagnato da una spiegazione chiara e fatta in modo deciso.
COME SI DA' LA REGOLA?
La regola si spiega, guardando negli occhi, il tono della voce calmo e fermo, con un atteggiamento e congruente con il messaggio verbale.

La congruenza educativa è indispensabile quando si parla di regole perché queste devono essere condivise prima di essere rispettate, condivise ed accettate da chi le impartisce e da chi le esegue. Oggi abbiamo tanto tempo per metterci in discussione, ricominciare è sempre possibile, cambiare anche. Parlo di educazione pubblica e di regole comunitarie.

Attraverso ideali normativi facilmente applicabili, sarebbe opportuno lasciare un margine di libertà al bambino che sta crescendo e far in modo che egli riesca ad entrare in sintonia con il suo entusiasmo.

La Noia

Oggi all’interno dei nostri spazi, in una condizione di gruppo familiare coeso, dobbiamo rivalutare il nostro tempo, con nuove regole ma anche con modalità di situazione creativa del quotidiano. Inoltre è possibile che si creino dei momenti di passività, di non impegno momentaneo, allora risulta importante valutare anche “la noia”, perché questa apre le porte alla creatività. Annoiarsi non è mai negativo, è un momento per riposare la mente ma anche un momento di elaborazione di attività future. DIAMO AI BAMBINI IL TEMPO DI ANNOIARSI.


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