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Pillola di P.A.C.: Prendersi Cura

"TUTTO CIO' CHE TI FA PAURA TI STA AIUTANDO AD AVERE CORAGGIO..."

Prendersi cura di noi stessi è la chiave

Come prima cosa bisogna prendersi cura di se’ a tutti i livelli.
La cura di se’ è il saper riconoscere quanto sia importante e significativa la vita. Porges ha studiato la teoria Polivagale ed ha scoperto che il nostro sistema nervoso autonomo che gestisce il sistema vegetativo, grazie al sistema simpatico e parasimpatico è significativamente coinvolto a cercare di tenerci al SICURO attraverso la Neurocezione che è un sistema involontario. Infatti inconsapevolmente e a tutte le età questo sistema monitora continuamente l’ambiente e le relazioni per sapere se siamo al sicuro, nel caso ci fossero stimoli pericolosi si attivano processi che ci aiutano a difenderci come la lotta/fuga (sistema simpatico) oppure il "freezing"(vago dorsale)(congelamento/svenimento).
Facciamo l’esempio di una mamma e il suo bambino: Quando la mamma è tranquilla, le sue espressioni facciali e i suoi modi relazionali infondono serenità consentendo al piccolo di rinforzare il vago ventrale (piattaforma neuronale del sistema sociale) e favorendo l’attaccamento sicuro sociale psicologico e relazionale. Quando la mamma è nervosa o ansiosa o depressa avrà atteggiamenti di ritiro e di chiusura determinando una immobilizzazione del dorso vagale nel bambino che invierà messaggi negativi non di apertura.

Quello che è successo durante il Covid porta a preoccuparci a volte eccessivamente, il confinamento obbligato è necessario per la salute ma può pesare molto per alcuni bambini che hanno spazi ridotti.
In realtà i bambini hanno una capacità di ripresa enorme e a volte sono loro che ci insegnano come fare perché sono spontanei e poco drammatici.

Prendersi cura dei bambini

Quelli che maggiormente sentono il disagio del cambiamento sono propri i bambini, in quanto fragili emotivamente. Allora bisogna andarci molto cauti, evitare che il bambino ascolti le continue notizie dei vari TG, ma anche le chiacchiere che si fanno abitualmente in casa. Fare sempre da filtro quando un’immagine forte trapela poiché il bambino può falsificare la realtà percependo fantasie angoscianti. Sentir parlare di respiratori, mascherine, soffocamento può indurre un bambino ad avere un’idea contorta di quello che sta succedendo e potrebbe spaventarsi. Allora è necessario non mostrare il Covid come un mostro che uccide e che rende impossibile la vita perché spaventarlo non aiuta.

Le emozioni dei bambini

Anche i bambini piccoli sentono le loro emozioni, ogni gesto e contatto dovrà essere amplificato, egli non sa’ parlare ma vi è una comunicazione non verbale come il linguaggio del corpo che dice qual è il suo bisogno e la sua paura: ogni mamma dovrebbe saperlo leggere in quanto conosce il proprio figlio. Inoltre il genitore dovrà essere un punto di riferimento per poter dare e offrire sicurezza continuamente.

Ma come si può comunicare specie quando il bambino è piccolo e facilmente irritabile?
Sarebbe opportuno cercare il canale giusto per poter parlare. All’inizio dobbiamo bene capire noi se abbiamo accettato questa cosa e se siamo in grado di consolare nostro figlio, perché la CURA inizia da noi, successivamente possiamo interessarci dell’altro.

Il primo elemento da utilizzare è l’AUTENTICITÀ, dicendo la verità e tenendo conto dell’età che richiede approcci diversi.

  • Cosa hai capito di quello che succede?
  • Devi chiedermi qualcosa?
In genere il bambino in qualsiasi momento della giornata può chiedere cosa e perché sta succedendo ma noi dobbiamo creare un equilibrio comunicativo che ci permette di dialogare facilmente e con serenità.

La vita è cambiata in pochissimo tempo e la routine, a cui i bambini erano abituati, come alzarsi ad una determinata ora, andare a scuola, andare dai nonni, incontrare gli amici al parco, fare i compiti, ecc., è completamente sfasata: niente più socializzazioni, situazioni familiari che potrebbero anche essere vissute in modo positivo, tecnologie a iosa, didattica a distanza, sono variabili che comunicano un cambiamento. Ma è bene che il bambino si renda conto che comunque i genitori ci sono, in un contesto diverso, ma sono presenti a prendersi CURA di lui.

I piccoli però non pronti ad una nuova situazione potrebbero fare più capricci del solito, allora ogni momento si presenta angosciante, ed essi si fanno tante domande a cui non sanno darsi delle risposte. Tali comportamenti inusuali sono comprensibili e normali perché esiste uno sconvolgimento della vita, ma occorre spiegare che tutto cambia e che le sicurezze continuano ad esserci. Sarebbe utile ristabilire una nuova routine per ritrovare cose che sono sempre accadute.
I bambini più grandi, durante la pandemia, si destabilizzano in seguito a situazioni nuove, ci potrebbero essere dei traumi ma è facile rientrale nella normalità se i genitori si prendono cura efficacemente del figlio.

Se vi è una situazione occasionale di confusione, bisogna tenere fermo il concetto educativo sulle diverse questioni, è sicuro che i cambiamenti radicali depistano, ma si potrebbe approfittare della presenza continua dei genitori in casa per determinare e rafforzare un’acquisizione. Ad esempio lo spannolinamento è un’occasione di strutturazione di regole da consapevolizzare insieme; oppure il momento del sonno, che potrebbe essere considerato un abbandono, deve invece determinare una routine serale dove la luce risulterà offuscata, si leggerà una storia, si ricorderà un episodio accaduto durante il giorno.

L'accoglienza delle emozioni

Altra cosa importante è l’accoglienza delle EMOZIONI dei bambini, intanto pensiamo a noi, a quanto siamo ansiosi, depressi, angosciati, consapevolizziamo lo stato emotivo che stiamo vivendo, successivamente possiamo valutare le emozioni dei nostri figli e non solo quelle positive. Se il bambino è arrabbiato, capriccioso, sta chiedendo aiuto, sminuire la sua sofferenza non aiuta a ristabilire la serenità. Il genitore deve prendersi cura del figlio lasciandogli vivere ogni sensazione anzi aiutandolo a saperla gestire non lasciandolo mai solo, bisognerebbe contenerlo e spiegare che non deve danneggiare se stesso né gli altri.

Il bambino fa tante storie? Sta esasperando il suo bisogno interiore.
Il capriccio va contenuto, chiuso, gestirlo, abbassare la tensione, successivamente bisognerà capire perché sta facendo il capriccio.

Il prendersi CURA rispecchia il non negare, non punire, non screditare.

Il bambino si accorge o sente un discorso dove si parla della MORTE di qualcuno, allora bisogna comunicare la notizia attraverso un messaggio semplice: facciamo volare un biglietto dove c’è scritto il nome, accendiamo una candelina, dobbiamo trovare il modo per celebrare il fatto, ma senza far finta di niente.

CURA A SCUOLA

La scuola è un elemento forte dove si può vedere se l’esigenza educativa sarà considerata. Il bisogno dell’alunno è prioritario, deve essere protetto e difeso. Deve garantire un ambiente sereno per seguire le video lezioni o le live oppure per svolgere i compiti. Stabilire una routine anche in questo e ad una determinata ora c’è scuola. L’alleanza educativa tra scuola e genitori deve essere rispettata: c’è un’opportunità educativa da considerare, quindi occorre aiutarlo nell’accesso ma per il resto la scuola è gestita dall’insegnante e il genitore non deve essere presente. L’autonomia è fondamentale, se il bambino chiede aiuto per cose che non ha capito, può essere aiutato ma egli deve imparare a gestire i suoi tempi e le sue consegne didattiche. Insegniamo al bambino che esiste una collaborazione con il gruppo, insegniamo la solidarietà.


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