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Pillole di P.A.C.: La Mente è meravigliosa

LA MENTE È MERAVIGLIOSA

Lo sviluppo del cervello dipende da variabili genetiche ma soprattutto dall'esperienza educativa che procede durante tutta la vita: l'educazione infatti riesce a dare forma al cervello.

Sin dalla nascita siamo stimolati da elementi che attraverso i nostri sensi, ci permettono di entrare in contatto con il mondo; il bambino sin da subito riconosce la voce della madre, rispetto a quella di una figura esterna e questo processo continua in modo sempre più dettagliato soprattutto influenzato dall'esperienza, riconoscerà il volto, prima sfocato e poi più dettagliato, ciò dipenderà dai cambiamenti della struttura del cervello e dalle esperienze spontanee e indotte.

Se gli adulti sono soliti sorridere, se comunicano continuamente, se confortano, se rafforzano i comportamenti positivi del bambino, cercando di disapprovare i comportamenti meno appropriati, possiamo parlare di insegnamenti e di educazione che insieme alla maturazione del cervello danno origine alla neuropedagogia.

La scienza

La scienza ha dimostrato come la relazione sociale precoce che si instaura tra adulto e bambino è in grado di sviluppare le capacità cognitive ma nel contempo funge da regolatore affinché alcuni geni si esprimano meglio e più degli altri.

Invece la mancanza di esperienze soprattutto emotive (affetto, cura...), determina effetti negativi sui circuiti nervosi del cervello.
Il cervello per svilupparsi richiede esperienze tattili e motorie in modo che maturino le aree del linguaggio e del pensiero complesso, già Maria Montessori aveva notato che le esperienze dirette e le impressioni che esse lasciano, formano la mente del bambino Inoltre vi sono tante strategie che sfruttano l'associazione tra emozioni positive, apprendimento e memoria: i diversi aspetti di un'esperienza formativa.

In realtà il cervello ha una plasticità cioè è in grado di modificare la sua struttura in base agli stimoli ambientali, nell'ippocampo che ha un ruolo importante nei processi della memoria.

Il Cervello

Nel cervello la plasticità comporta la formazione di nuovi punti di contatto tra neuroni e neuroni (le sinapsi) e la ristrutturazione delle reti nervose, sulla base dell’Esperienza.

Quindi apprendimenti e soprattutto fattori educativi regolano le connessioni tra cellule nervose, facendo questo intervengano sulla modificazione strutturale e funzionale del cervello.

Oggi è stato studiato un fenomeno molto importante rispetto a questo concetto: il DNA regola l’espressione dei geni e i processi di trascrizione genetica.

Alcuni di questi geni regolano la maggior sensibilità ai fattori stressanti, altri ancora intervengono durante nuove esperienze modificando le trame nervose. Dunque il DNA non è impermeabile.

Ma per comprendere il campo della Neuropedagogia (A. Oliveiro) quindi delle connessioni tra pedagogia, l’esperienza, l’apprendimento, la mente, è necessario capire il cervello e le sue funzioni.

La Neurologia

La Neurologia indica come molte esperienze dipendono da come è fatto e da come funziona il cervello e come queste conoscenze si possano tradurre in un buon processo formativo.
Di sicuro le varie aree celebrali si mettono in relazione tra loro, poi gli stimoli sensoriali-culturali agiscono nella corteccia cerebrale. Intanto per avere un’idea dei cambiamenti del cervello a livello quantitativo basta sapere che alla nascita ha un volume che è il volume 60% rispetto quello che avrà da adulto e andrà aumentando fino a circa 12 anni quando raggiunge il 100%.

È bene anche sapere che il neonato non ha potenzialità comportamentali di un adulto e nemmeno un bambino di 12 anni.
Ci sono delle caratteristiche e soprattutto bisogna considerare alcuni aspetti dello sviluppo cerebrale, a partire dai neuroni (cellule nervose). Il tessuto nervoso è formato da cellule che riescono a scambiarsi messaggi, come mai? I neuroni hanno la facoltà di modificare le proprie caratteristiche elettriche che quando si eccitano, succede poi che vengono liberate molecole chimiche cioè i mediatori nervosi con i quali i neuroni comunicano.

Una rete di neuroni

Quindi si può ben capire da cosa dipende la qualità di una rete di neuroni: cioè dallo scambio di informazioni che dipende da cosa hanno selezionato i circuiti nervosi, quindi dalla presenza di percorsi consolidati dall’esperienza.
Ma per modellare i circuiti nervosi è necessario eliminare i neuroni in eccesso e le sinapsi inutili, quindi nel nostro cervello avviene un continuo aggiustamento, ristrutturazione, eliminazione.


Il Cervello come un contenitore

Oliveiro parla del cervello come di un contenitore con un grande albero con una folta chioma.
Dopo la nascita di un bambino si verifica un fenomeno fisiologico, i rami secchi e inutili di questo albero vengono automaticamente potati, quelli utili vengono impegnati in particolari funzioni.

Anche se si nasce con il 50% dei neuroni in più rispetto all’adulto, molti saranno eliminati per originare quei circuiti nervosi che avranno un ruolo definitivo. Anche il corpo calloso (fibre nervose) che collega i due emisferi cerebrali ha molti più assioni alla nascita.

Particolarmente importanti sono le SINAPSI, queste si moltiplicano enormemente in seguito ad un’esperienza, ma se non vengono utilizzate possono cadere con la potatura. Ciò avviene specialmente se non si vivono esperienze significative a livello emozionale.

Ci sarebbe da dire alcune cose importanti, per esempio la maturazione della corteccia uditiva e quella della regione temporale (da cui dipende il linguaggio, si verifica durante il terzo mese di vita), mentre quella del lobo frontale (da cui dipendono funzioni più complesse come analizzare…) è più tardiva.

Questo spiega la maturazione del bambino che avviene a stadi che conducono a percepire prima la realtà e poi a rappresentarla sempre in modo più astratto, da qui anche la spiegazione secondo cui la maturazione arriva in modo lento e molto tardivamente, è ovvio che esistono delle differenze individuali.

Quello che risulta importante è che una giusta stimolazione può determinare modifiche importanti nella struttura e nella funzione nervosa, naturalmente ciò sarà legato all’età, alle connotazioni individuali e al DNA che ci rende unici.
Il cervello del bambino piccolo matura, diventa sempre più complesso ed emergono comportamenti importanti, a 9-10 mesi, la corteccia frontale matura e si sviluppano le fibre nervose che uniscono le varie parti della corteccia quindi linguaggio, comunicazione, memoria, apprendimento si scambiano informazioni che determinate azioni hanno delle conseguenze: moto della lingua e bocca 0 emissione di suoni.

Questa è la fase in cui il bambino imita in modo particolare l’adulto. Verso il 1° e il 2° anno di età il cervello produce una enorme quantità di SINAPSI, circa il 150% di quello che si ha in un cervello adulto.Questo processo di unione e potatura si verifica durante tutta la vita ma in modo esagerato durante questa età. Solo verso i 3 o 4 anni la potatura delle sinapsi, crea quella rete di circuiti cerebrali simile a quella di un adulto. La potatura delle SINAPSI è legata alla competizione tra i neuroni, quelli che insieme alle sinapsi, si affermano, cioè vengono rafforzati dalle esperienze, avranno la meglio su altri neuroni eliminati.

Neuroni a Specchio

Importante è citare i MIRROR (neuroni a specchio) che sono nella corteccia frontale, nell’area premotoria dei primati. Quindi se una scimmia afferra un oggetto si attivano quei neuroni della corteccia premotoria che preparano i neuroni della corteccia motoria a realizzare tale azione.

I Neuroni a Specchio ncreano un ponte tra l’osservatore e l’attore e sono fondamentali dei comportamenti imitativi. Nei bambini ad esempio, una capriola vista, fornisce tante informazioni motorie che nessun linguaggio potrebbe trasmettere. Infatti solo se egli si attiva con i vari movimenti, quindi provando e riprovando, riuscirà nell’azione.

Il meccanismo dei MIRROR, è essenziale anche nell’attenzione, nelle emozioni, essi pongono in sintonia la nostra mente con quella degli altri…questa è EMPATIA.

La mente segue strategie diverse ed individuali: la concretezza è un aspetto molto importante nella mente, i bambini necessitano di esempi concreti per creare esperienze buone per lo sviluppo del cervello e quindi della personalità.

Ad esempio per apprendere il linguaggio, bisogna essere esposti al linguaggio degli adulti e ciò potenzia anche lo sviluppo dell’intelligenza. Alcuni studi dimostrano che le competenze cognitive e sociali di un bambino dipendono dalla quantità di linguaggio cui viene esposto tra i 6 mesi e i 3 anni ma con questo si intende il linguaggio verbale quindi anche la mimica facciale.


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